domenica 13 febbraio 2011
Il femminismo del XXI secolo
Alla luce delle recenti manifestazioni di piazza, in seguito al caso Rubygate, sorge spontanea una domanda: le femministe, che facevano tanto clamore negli anni 70 dello scorso secolo, hanno fallito? Visti i comportamenti dei nostri politici e il numero di donne che rivestono incarichi direttivi in campo lavorativo, a primo impatto la risposta parrebbe "si". In realtà quelle donne coraggiose non hanno fallito, sono riuscite a distruggere il regime patriarcale che esisteva nelle famiglie, hanno obbligato le istituzioni ad introdurre leggi che tutelino le pari opportunità, hanno eliminato tutta una serie di vessazioni e di discriminazioni che erano garantite (o perlomeno non punite) a termine di legge. Ma allora perchè scendere in piazza, perchè protestare se effettivamente questi risultati sono stati ottenuti? Perchè il femminismo era un movimento politico, mirava ad ottenere delle tutele in campo legislativo, sotto questo punto di vista hanno ottenuto una straordinaria vittoria, ma allo stesso tempo hanno fallito perchè non sono riuscite a modificare gli atteggiamenti della popolazione. La gran parte degli uomini in Italia, continua a considerare la donna come un soggetto in un certo senso "inferiore", da proteggere perchè debole. Alla luce di ciò pare evidente che esiste un enorme blocco culturale, che impedisce alle leggi sulle pari oppurtunità di ottenere il massimo risultato; quindi oggigiorno più che protestare per ottenere pari diritti, bisogna cambiare la mentalità della popolazione, fargli assorbire quei concetti e quei principi che dichiarano la parità tra i sessi. In conclusione quello che allora fu un movimento politico, deve diventare oggi un movimento culturale: bisogna agire compiendo opere a tutti i livelli, sopratutto a quelli più bassi, quindi nei rapporti personali; in special modo agire sui bambini e sugli adolescenti, farli capire fin dall'inizio del loro percorso in società che gli uomini e le donne sono uguali.
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