martedì 18 gennaio 2011
PROPOSTA Un tema che ci sta molto a cuore è la questione del "Consumo del suolo" o, in altre parole, della cementificazione. Anche a Codroipo negli ultimi anni sono sorti 4 nuovi quartieri e questo fa sorge spontaneamente delle domande: questo boom edilizio non ci porterà ad una crisi come in Spagna? questa massicia cementificazione non ci porterà a perdere grandi porzioni di territorio (una volta edificato non è più possibile riconvertire il terreno in agricolo)? a Codroipo esistono dei piani di espansione? perchè non vengono azzerati e anzichè cresce in orizzantale cresciamo in verticale evitando di edificare palazzine e case che resteranno sfitte?... Questa tematica è a nostro parere fondamentale e quindi avanziamo la proprosta di formulare domande su questo argomento. http://http//www.repubblica.it/ambiente/2011/01/18/news/cemento_distruttivo-11348928/ Andrea Turcati Nicolò Berti
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Ritengo molto interessante la proposta di formulare domande ai candidati sindaci sull'erosione di suolo agricolo per nuovi insediamenti edillizi o industriali. Credo che sarebbe interessante effettuare una ricerca sulle concessioni edilizie rilasciate dal comune negli ultimi cinque anni, quanti e quali sono gli immobili attualmente non utilizzati nel comune, quante nuove abitazioni risultano invendute. E' evidente che negli ultimi anni l'investimento immobiliare è quello che ha avuto una maggiore resa dal punto di vista finanziario, si è assistito a innumerevoli investimenti in costruzioni edilizie non in relazione ad un aumento della domanda di abitazioni ma per investimento puramente a scopo finanziario. Case come bene rifugio di imprenditori o immobiliaristi con disponibilità finanziarie notevoli frutto anche dei recenti interventi governativi come scudi fiscali e rientri di patrimoni italiani depositati presso banche estere. Sarebbe interessante sapere la disponibilità di questi aspiranti nuovi amministratori locali a non rilasciare licenze edilizie in presenza di immobili sfitti o invenduti, se come già proposto in altre parti d'Italia vincolare nuove autorizzazioni alla ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente in modo da non sottrarre altro terreno alla agricoltura o al verde collettivo. Sarebbe interessante anche conoscere quanto il comune, al netto degli introiti in concessioni edilizie, spende poi in oneri per l'urbanizzazione delle aree. Un ultima considerazione amara, si dovrebbe tener conto che territorio sottratto al settore primario non provoca un danno solo all'agricoltura ma provoca un danno irreversibile all'ambiente ed al territorio, continuiamo a ragionare in termini politici amministrativi solo per il presente non tenendo conto che questi danni ricadranno sulle generazioni future. Un ultima considerazione a Codroipo, differentemente da altri centri urbani, non esite una zona chiusa al traffico, nè una ZTL, anzi negli ultimi anni vi è stato un forte investimento per nuovi parcheggi in prossimità del centro cittadino, sarebbe l'ora di riconsiderare tutto ciò allo scopo di migliorare la qualità della vita di chi va a piedi o in bicicletta e non di tutelare sempre gli appassionati delle quattro ruote.
RispondiEliminaGabriele Berti
Il problema come al solito sono i costi, e il periodo decisamente sfavorevole per la compravendita di immobili.
RispondiEliminaBisognerebbe incentivare la ristrutturazione/recupero/riutilizzo, ma da dove possono venire i soldi?
Prima di tutto credo ci sia b...isogno di un piano urbanistico concreto, che possa regolare gli sviluppi nei prossimi anni, quando (e se) arriveranno tempi migliori.
(Qualcuno ha informazioni autentiche sull'argomento "piano urbanistico" a Codroipo?)
Andrea Turcati
(tratto da Facebook)
A Codroipo la prima giunta Tonutti ha ridotto il coefficente tra cubatura e zone verdi pubbliche circostanti: prima era molto alto, e i risultati si sono visti, il belvedere e il peep sono zone architettonicamente esemplari, poi si é vista una crescita disordinata e dominata dal cemento, accelarata con Boem2
RispondiEliminaErmanno Furlanis
(tratto da Facebook)