Ieri sera, in piazza, davanti alle candele accese, si percepiva una tensione civile, un'attenzione alle parole, una riflessione collettiva pacata ma ferma, decisa ad andare fino in fondo, alle radici della Democrazia, della Costituzione e delle sue fondamenta. Una bella emozione. Anche dolorosa, ma costruttiva. E la voglia mai sopita di indignarsi. Queste cose dobbiamo fare. Perchè, se non le facciamo noi, chi le fa? Altri sono troppo presi dalle necessità delle alleanze e delle mediazioni, al livello sempre più basso pur di trovare un livello "comune". Noi no. Noi facciamo politica. Che è parlare della "polis" e fare la "polis", insieme. E davvero grazie alle compagne e ai compagni che c'hanno investito i loro sentimenti più profondi, c'hanno messo la faccia, la voce, le corde della chitarra. Senza paura. O forse sì, ma ancora più brave e bravi per quello! Un abbraccio.
Umberto Alberini
(pubblicato su Facebook)
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